Trent Reznor is nine inch nails

Biografia

La Storia dei Nine Inch Nails

  • Parte I
    Parte II
    Parte III
    Parte IV

  • Parte seconda - La fase Broken e la gestazione di TDS

    La condizione di superstar del rock tratteggia un circolo vizioso nel quale l'artista, nonostante i suoi sforzi, lotta nel vortice di notorietà e costrizione, cui si deve piegare ed adattare. Logico. Reznor non fu un'eccezione. Nel 1991 si ritrovò in precario equilibrio sulla cresta dell'onda: due anni dopo l'uscita di Pretty Hate Machine, l'album industrial più venduto in assoluto per quell'epoca, e dopo aver forgiato con ottimi risultati il proprio successo tra le tappe del Lollapalooza, per il Nostro giunse l'ora di valutare la prossima mossa per elevare i NIN ad un piano superiore, benché godessero già di una posizione più che modesta.

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    Prima di imbarcarsi nel tour del Lollapalooza, Reznor chiarì alla TVT l'intenzione che i NIN non avrebbero realizzato un secondo album sotto il loro contratto. Il loro intromettersi con l'espressività musicale di Reznor per Pretty Hate Machine, intaccando la qualità stessa del suo lavoro, per non parlare dei bastoni tra le ruote che la TVT stava accanitamente cercando di mettere tra Reznor e gruppi satelliti come Pigface e 1000 Homo DJs, lo aveva indispettito tanto da non riuscire più a concentrarsi sul lavoro. La TVT, dal canto suo, odorando il verde profumo del consenso della critica e delle elettrizzanti performance del Lollapalooza, che stavano diffondendo a macchia d'olio l'entusiasmo del pubblico, non poteva certo permettere che i loro paladini prendessero la porta tanto facilmente, nonostante il boss della TVT Steve Gottlieb ammise candidamente di essere responsabile di tali divergenze. "I nostri rapporti persero di funzionalità, ed ovviamente gli ho lasciato fare. Stiamo parlando del ragazzo che ha scritto in un suo testo preferirei morire, piuttosto che lasciarti il controllo! ", racconta John Malm Jr., storico manager di Reznor ed ex co-proprietario della Nothing Records (e che lo seguirà fino al 2003, anno della denuncia mossa da Reznor per averlo truffato di milioni di dollari, oltre che averlo tradito come amico; oggi formalmente la Nothing Records non esiste più)."Trent avrebbe preferito vendere l'anima al diavolo piuttosto che registrare un altro disco per la TVT", continua. Di qui una lunga battaglia legale divenuta quasi leggendaria nella storia dell'industria musicale.

    Al gioco di mosse e contromosse legali si sovrappose la tanto anelata concretizzazione del disco-in-gran-segreto. Reznor contattò l'affezionato Flood e fuggì a Miami Beach. Dalle disavventure con la TVT Trent ne uscì stremato e disilluso dai begli abbagli dell'industria musicale, ed ammise di aver adottato un atteggiamento"troppo altezzoso e sprezzante, del tipo non sei abbastanza cool per la mia band, non comprare i miei dischi ", per dirla con parole sue. Voleva fare un disco manifesto del"vaffanculo" per dimostrare di non essere un venduto, oltre che per sfogare la sua generale animosità verso la vita durante il fiasco con la TVT.

    A due anni dall'inizio, la contesa NIN/TVT si concluse con l'intervento di Jimmy Iovine, presidente della Interscope Records, deciso a prendere i NIN sotto la sua ala. Inizialmente Reznor, nel sentir parlare del suo gruppo come merce di scambio sul mercato di schiavi, andò su tutte le furie, come ha sottolineato spesso in numerose passate interviste. Parte dell'affare, comunque, fu la messa in piedi della piccola etichetta indipendente propria di Reznor disgiunta dalla Interscope, battezzata Nothing Records, che avrebbe concesso a Reznor e gruppo libertà artistica totale.

    La pubblicazione inaugurale della Nothing Records fu Broken, un acre, massiccio ed incazzato mini-album di 6 tracce (+2 nascoste) come risultato delle sessioni di registrazione clandestina. Mentre Reznor si aspettava che lo spostamento da una label ad una maggiore sarebbe stato interpretato come una mossa da venduto, mettendosi in gioco negativamente buona parte dei fan, Broken confermò solennemente i Nine Inch Nails, e tale lavoro fu acclamato con grande fervore da critica e pubblico.

    Broken fu presto premiato con nientemeno che due Grammy Awards, con sbalordimento di tutti, Reznor stesso compreso. A Broken seguì rapidamente Fixed, un'allegorica traccia della sua transazione da una label ad un'altra. Fixed fu un altro mini-album di 6 tracce (stavolta effettive), strutturato sui remix e sulle rivisitazioni dei brani di Broken. Reznor trasse pieno vantaggio dalla sua rinnovata libertà di lavorare con altri artisti per Fixed, tra i quali figurano Peter Christopherson dei Coil e J.G. Thirwell (alias Clint Ruin). Fixed avrebbe apposto un marchio come primo album di remix di una canonica serie che, perpetuandosi lungo la carriera dei NIN, forgia di unicità ed originalità la tempra del gruppo.

    Mentre la nuova Nothing Records di Reznor nasce con quartier generale a Cleveland, Reznor finì col trascorrere sempre più tempo a New Orleans, floridissima e giovane meta di ritiro per i musicisti rock in cerca di una tregua lontano dai radar passando quasi inosservati, essendo così lontana dalla West Coast, dalla frenesia hollyoodiana, dall'immenso caos newyorkese.

    Dopo un periodo di pausa rigenerativa, più che necessaria per recuperare le energie spese con Broken e Fixed, fautori di grande appagamento, oltre che le soddisfazioni rese dalla Interscope, Reznor fu nuovamente pronto a lavorare sul prossimo effettivo full-length dei Nine Inch Nails. E la figura di culto che si stava dipingendo sul volto di Reznor si stava facendo pressante. Pretty Hate Machine vendette un milione di copie negli Stati Uniti, ed ora stava mietendo vittime anche tra la critica inglese. Con le idee ben chiare in mente sulla direzione musicale che avrebbero imboccato i Nine Inch Nails, Reznor cercò una location in cui isolarsi e partorire il nuovo album.

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    In seguito ad aver scandagliato la regione di Los Angeles, Reznor acquistò una strepitosa villa con la vista sulla città ad un prezzo più che ragionevole. Solo in seguito venne a sapere, con grande sconcerto, che quella casa fu in verità la stessa in cui Sharon Tate (moglie del famoso regista di"Rosemary's Baby", Roman Polanski) venne assassinata assieme ad altre quattro persone da Charles Manson. Malgrado la notizia, Reznor decise di restare, consapevole anche dell'alone sinistro di mistero che avrebbe impregnato il disco, sia nel risultato che durante le sessioni di registrazione. Che Reznor fosse stato sul serio all'oscuro della notizia, comunque, non è così credibile: a parte tutta la gente che circonda questo artista, tra i quali non ci sarebbe stato a sua volta nessuno con il potere di informarlo, Reznor alla data dell'assassinio aveva quattro anni, e dunque perfettamente in grado intendere e volere. Strano che con il potere dei mezzi di comunicazione di massa americani, anche nel corso degli anni, non avesse raggiunto anche indirettamente le orecchie del nostro uomo. Preferiamo piuttosto credere che l'acquisto di tale villa fu proprio mirato. Ma perché nasconderlo? In verità non risultano molti comunicati stampa relativi a quel periodo, quindi ogni testimonianza è potenzialmente un mito montato dalla stampa per avere qualcosa in mano. O magari è tutta una mossa pubblicitaria, com'è più facile pensarla.

    Voci di parrucchiera riportano che le pareti di una particolare stanza della villa non nascondano nemmeno dopo mani e mani di tinta la parola"pig", maiale, che Manson scrisse con sangue, e che Reznor registrò la maggior parte del disco proprio in tale stanza. E anzi, la stanza sarebbe stata soprannominata affettuosamente Le Pig.Falso due volte: uno perché la parola"pig" fu scritta sulla porta d'ingresso della villa, due perché le ristrutturazioni radicali che subì la villa per essere messa di nuovo in vendita, non avrebbero certo omesso un particolare del genere. In ogni caso, se per questo nuovo disco ci voleva un'atmosfera oscura e negativa, Reznor la trovò.

    Grazie alla libertà concessa dalla Interscope attraverso la Nothing, per Reznor si prospettò il compito di chiamare a raccolta collaboratori selezionati. Oltre a Flood, suo più importante collaboratore e produttore, Reznor contattò Adrian Belew, il chitarrista che divenne leggenda per aver partecipato a più d'un capolavoro di David Bowie, Stephen Perkins, batterista militante a breve nei Jane's Addiction, ed Alan Moulder, destinato a dare il suo esperto tocco al lavoro di mixaggio.

    La struttura primaria di questo nuovo disco avrebbe dovuto"prendere diverse direzioni, ma ricongiungersi in un unico punto": un concept, insomma. Mentre l'anima di Pretty Hate Machine si può definire grezza, e Broken e Fixed focalizzati specificatamente sulla rabbia, per il nuovo parto Reznor si concentrò sull'introspezione, (quello che Wordsworth avrebbe definito inward eye), sarebbe stato un viaggio attraverso i meandri della propria psiche. Il carattere tematico del disco avrebbe descritto ed accompagnato le rivelazioni di un uomo a confronto con la sua interiorità ed esteriorità, attraverso i codici morali che hanno costruito la società: amore, odio, religione, rapporti umani, sesso, violenza e vizi, il tutto esaminato attentamente al microscopio. Fu così che nacque"The Downward Spiral".

    Da grande ammiratore di album qualitativamente e strutturalmente complessi, con un corpo ed un'anima autonomi come The Wall dei Pink Floyd, Reznor ambiva a creare un disco che richiedesse all'ascoltatore di diventarne vittima, lasciarsi assorbire da esso, trapassare il suono. Non immune dal timore che tale progetto potesse allontanare parte dei fan, Reznor perseverò nella stesura cercando di essere coerente e"dannatamente sincero", specialmente nei confronti di se stesso, come puntualizza lui stesso.

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    Fortunatamente per i Nine Inch Nails, le aspettative negative di Reznor vennero ampiamente smentite. La pubblicazione in antipasto al disco fu rappresentata dal prospero singolo"March Of The Pigs", aggressiva ed incalzante quanto basta da essere compatibile con le sonorità che fecero grande Broken. Successivamente, The Downward Spiral debuttò nella Billboard Chart dritto dritto al numero due. L'accoglienza dei fan fu tanto appagante come se senza il gruppo sulla scena stessero spegnendosi per mancanza d'aria. Le nuove canzoni, decisamente più elaborate, profonde e personali rispetto alla media, rivelarono un certo tipo di sincerità inaspettata e temprarono The Downward Spiral, rendendolo autentico, credibile e spiazzante e quindi deliziosamente imperfetto.

    Il secondo singolo estratto da The Downward Spiral entrò nella storia del gruppo come più celebre e venduto, una sorta di"perno":"Closer", con il suo indimenticabile e non proprio consono ai canoni radiofonici ritornello"I want to fuck you like an animal" (voglio fotterti come un animale). Il brano, purificato dalle blasfemie più palesi ed adattato alla censura, ricevette un bel posto in heavy rotation tra i programmi mediatici e divenne presto molto richiesto tra i club di tutto il mondo. Il relativo videoclip, diretto da Mark Romanek, fu candidamente speculare al testo ed all'immaginario che suscita il testo automaticamente: scimmie crocifisse, teste di maiali decapitati, carne nuda, e Reznor roteare vorticosamente fuori controllo. Una versione estesa della traccia,"Closer To God", sarebbe stata pubblicata di lì a poco come singolo parallelo, accompagnata da ulteriori rivisitazioni di"Closer" e tracce aggiuntive.

    Pare proprio che i Nine Inch Nails furono un successo continuo e costante. The Downward Spiral rappresentava un apogeo, un traguardo fondamentale sia nella vita di Reznor che nella storia della musica. Guardando dentro sé stesso Reznor aveva inavvertitamente connesso la sua"anima" con quella di milioni di altre persone, livellandosi tutti su un piano emotivo comune.

    La connessione divenne reale. Fisica. Dopo tre anni di assenza dal palco, arrivò il momento per Reznor di assemblare il nuovo esercito di musicisti ed imbarcarsi nel tour promozionale di TDS. La reputazione che il gruppo s'era guadagnata con le performance dal vivo, la costituzione di un nuovo schieramento di musicisti, i nuovi suoni e la nuova categoria di fan che si avvicinarono dall'uscita di TDS, alzarono le aspettative alle stelle, e per Reznor germinò una nuova sfida.